La pelle dopo l’estate: ecco cosa cambia dopo l’esposizione al sole
I raggi UV sono in grado di influenzare numerosi processi coinvolti nell’invecchiamento della pelle.


I raggi UV sono in grado di influenzare numerosi processi coinvolti nell’invecchiamento della pelle.

Dopo un’estate di esposizione al sole, qual è il primo danno invisibile che si verifica nelle cellule della pelle?
L’esposizione solare induce nella pelle una serie di risposte adattative e di difesa che coinvolgono sia l’epidermide sia il derma. Nell’epidermide, l’aumento della melanina e, in alcuni casi, l’ispessimento dello strato corneo rappresentano meccanismi di protezione nei confronti di un ambiente aggressivo. Nel derma, invece, l’esposizione ai raggi UV può favorire processi ossidativi e infiammatori che alterano progressivamente la matrice extracellulare e accelerano la degradazione del collagene. Il problema è che questi processi possono iniziare molto prima che il danno diventi visibile. Per questo è importante considerare la protezione solare non soltanto come uno strumento per evitare la scottatura, ma come una strategia di prevenzione.
Settembre è il momento giusto per aiutare la pelle a rigenerarsi o alcuni danni sono ormai permanenti?
Settembre è certamente un momento importante per prendersi cura della pelle, ma bisogna distinguere tra recupero e prevenzione. La pelle possiede una notevole capacità di riparazione e di adattamento, ma questa capacità non è illimitata. Dopo un’esposizione intensa e prolungata, soprattutto se non adeguatamente protetta, alcuni danni possono diventare persistenti e manifestarsi anche a distanza di anni. La vera strategia, tuttavia, dovrebbe iniziare prima dell’estate e continuare tutto l’anno.
L’abbronzatura può far sembrare la pelle più bella mentre, in realtà, sta già invecchiando? È’ davvero così?
Sì, almeno in parte. L’abbronzatura è una risposta biologica della pelle all’esposizione ai raggi UV e rappresenta, in questo senso, un meccanismo di difesa. L’esposizione ripetuta e prolungata ai raggi UV può contribuire nel tempo alla comparsa di rughe, perdita di elasticità, alterazioni della pigmentazione e modificazioni della struttura cutanea. In altre parole, una pelle abbronzata può apparire più bella nel breve periodo, mentre contemporaneamente accumula un “debito biologico”che può manifestarsi più avanti.
Quali sono gli errori di cura più comuni che ognuno di noi commette al rientro dalle vacanze?
Paradossalmente, molti degli errori più importanti non vengono commessi al rientro, ma durante l’estate. Il principale è pensare che, una volta raggiunta l’abbronzatura, la pelle sia ormai protetta e che quindi si possa ridurre l’attenzione. Un altro errore è cercare di prolungare l’abbronzatura ricorrendo a ulteriori esposizioni, comprese quelle artificiali. In realtà, la fine dell’estate dovrebbe rappresentare il momento per interrompere l’eccesso di esposizione e passare a una fase di protezione, idratazione e sostegno dei fisiologici processi di rinnovamento cutaneo.
La pelle possiede davvero una capacità di autoriparazione dopo mesi di esposizione ai raggi UV?
Sì, la pelle possiede straordinarie capacità di riparazione e rinnovamento. È uno dei suoi principali punti di forza. Tuttavia, questa capacità non è infinita e dipende dall’intensità e dalla durata dell’esposizione, dall’età, dalle caratteristiche individuali e dallo stato biologico della pelle.
Qual è l’incidenza di una sola estate sull’età biologica della cute?
È’ impossibile stabilire una regola generale. L’impatto di un’estate dipende da numerosi fattori: fototipo, età, predisposizione individuale, durata e intensità dell’esposizione, latitudine, altitudine, presenza di superfici riflettenti e qualità della protezione utilizzata. Non è una singola estate, presa isolatamente, a determinare l’età biologica della pelle, ma la somma degli stress cui è stata sottoposta nel corso degli anni.
Esiste davvero una routine pre e post-estate che può rallentare concretamente il fotoinvecchiamento?
Più che una routine limitata a prima e dopo l’estate, parlerei di una strategia continuativa. Il primo principio è esporsi progressivamente e con buon senso, evitando soprattutto le scottature e le esposizioni eccessivamente prolungate. Il secondo è proteggere la pelle in modo costante, con una protezione solare adeguata e correttamente riapplicata durante l’esposizione. Il terzo è sostenere la pelle fornendo gli elementi necessari ai suoi normali processi di rinnovamento e mantenimento. In questo contesto, aminoacidi, antiossidanti e sostanze in grado di sostenere l’idratazione e la funzione di barriera possono avere un ruolo all’interno di una strategia cosmetica complessiva.
Quali principi attivi hanno oggi le prove scientifiche più solide per aiutare la pelle dopo l’estate?
Non esiste un singolo ingrediente capace di cancellare i danni provocati dal sole. La strategia più razionale è combinare protezione, sostegno della barriera cutanea, idratazione e ingredienti con attività antiossidante e di supporto ai processi fisiologici della pelle. Tra gli attivi più interessanti troviamo la vitamina C, soprattutto per il suo ruolo antiossidante e per il coinvolgimento nella fisiologia del collagene, l’acido ialuronico per il mantenimento dell’idratazione, e alcuni composti di origine vegetale con attività antiossidante. Un’attenzione particolare merita anche il ruolo degli aminoacidi. La pelle è un tessuto metabolicamente attivo che deve continuamente sintetizzare nuove proteine. Per questo, garantire una disponibilità adeguata dei componenti necessari alla sintesi proteica è un concetto biologicamente rilevante.