Vivere e viaggiare in un mondo complesso: il racconto di Marcella Natoli
In un’epoca di crisi e tensioni, esistono ancora opportunità per viaggiare sicuri e scoprire luoghi apparentemente impossibili? Ne parliamo con Marcella Natoli, esperta di settore e CEO di Ensy7
15 giugno 2026
7 min lettura
Buongiorno Marcella. Iniziamo subito con una domanda difficile: com’è stato, per te e per il settore in generale, passare da un momento in cui il turismo sembrava conoscere un’espansione virtuosa e universale ad una fase in cui guerre, tensioni e minacce diplomatiche fanno sentire tutti i viaggiatori meno sicuri? «Negli ultimi anni il turismo ha vissuto una trasformazione enorme. Siamo passati da un periodo in cui il viaggio veniva percepito quasi come qualcosa di semplice e scontato a una fase storica molto più complessa, dove guerre, tensioni internazionali, instabilità economiche e cambiamenti continui influenzano inevitabilmente anche il modo di viaggiare delle persone. Per chi lavora nel turismo, tutto questo ha significato imparare ad adattarsi molto velocemente. Oggi non basta più semplicemente “prenotare una vacanza”. I viaggiatori hanno bisogno di sentirsi seguiti, informati e soprattutto sicuri. Ed è proprio qui che realtà come Ensy7 Travel Network & Tour Operator diventano fondamentali. Il nostro lavoro non è soltanto vendere un viaggio, ma accompagnare il cliente prima, durante e dopo la partenza. Monitoriamo costantemente le situazioni internazionali, valutiamo affidabilità delle destinazioni, aggiornamenti operativi, compagnie aeree, assicurazioni, normative e possibili criticità, cercando sempre la soluzione più adatta alle esigenze di ogni persona. Credo che oggi il vero valore aggiunto sia proprio l’assistenza umana. Online si può prenotare tutto in pochi minuti, ma quando il mondo cambia rapidamente, avere accanto professionisti preparati che possano intervenire, consigliare e supportare il cliente fa davvero la differenza.»
I tour operator come Ensy7, in questo, hanno un ruolo fondamentale. Tu di fatto ricerchi costantemente soluzioni e opportunità per accontentare ogni tipo di necessità. Come sono cambiate le richieste dei viaggiatori, ad oggi? Dove sta andando il turismo in questa fase storica? «Le richieste dei viaggiatori sono cambiate profondamente rispetto a qualche anno fa. Oggi le persone non cercano più soltanto una vacanza bella o conveniente, ma desiderano vivere esperienze personalizzate, sentirsi sicure e avere qualcuno di fiducia a cui potersi affidare in ogni momento. Dopo gli ultimi anni, i clienti sono diventati molto più attenti e consapevoli. Chiedono maggiore flessibilità, assistenza reale, coperture assicurative più complete, informazioni aggiornate e soprattutto trasparenza. Anche il concetto stesso di viaggio è cambiato: non si cerca più semplicemente una destinazione, ma un’esperienza costruita su misura in base alle proprie esigenze, al tempo disponibile, al budget e al proprio stile di vita.
In Ensy7 cerchiamo proprio di lavorare in questa direzione. Ogni giorno analizziamo nuove opportunità, monitoriamo il mercato, valutiamo destinazioni emergenti e collaboriamo con partner affidabili per riuscire a offrire soluzioni adatte a tipologie di viaggiatori molto diverse tra loro. Allo stesso tempo, noto una forte crescita della richiesta di viaggi esperienziali e autentici. Le persone vogliono emozionarsi, vivere il territorio, entrare in contatto con culture diverse, sentirsi protagoniste del viaggio e non semplici turisti. Credo che il turismo stia andando verso un modello sempre più umano, consulenziale e tecnologico allo stesso tempo. La tecnologia oggi ci permette di essere più veloci, più connessi e più organizzati, ma il valore umano resta centrale. Perché quando una persona investe tempo, sogni e risparmi per partire, vuole sentirsi capita, seguita e protetta.»
Sempre più spesso parliamo dell’Italia come del Paese che al mondo offre le più grandi opportunità legate al turismo, e forse in questo senso potrebbe essere vero dal momento che molti paesi meravigliosi dal punto di vista culturale e paesaggistico si trovano oggi nel fuoco incrociato delle grandi potenze. Tu cosa ne pensi? Potremmo beneficiare parzialmente di questa situazione? «L’Italia ha sempre avuto un patrimonio turistico straordinario, probabilmente unico al mondo. Arte, cultura, paesaggi, gastronomia, storia, mare, montagna: pochi paesi riescono a offrire una varietà così ampia di esperienze in un territorio relativamente piccolo. È vero, però, che la situazione internazionale degli ultimi anni sta inevitabilmente influenzando anche i flussi turistici mondiali. Alcune destinazioni meravigliose oggi vengono percepite come più instabili o complesse a causa di tensioni geopolitiche, conflitti o problematiche legate alla sicurezza, e questo porta molti viaggiatori a cercare mete considerate più sicure. In questo senso, l’Italia può sicuramente beneficiare parzialmente di questa fase storica. Tuttavia, credo che sarebbe riduttivo pensare che il successo turistico dell’Italia dipenda soltanto dalle difficoltà di altri paesi. L’Italia continua ad attrarre perché rappresenta uno stile di vita, un’emozione, un modo di vivere che il mondo ci invidia da sempre. Chi visita il nostro paese cerca non solo monumenti o paesaggi, ma anche accoglienza, qualità della vita, tradizioni ed esperienze umane autentiche. Allo stesso tempo, penso che oggi il turismo italiano abbia una grande responsabilità: quella di evolversi. Dobbiamo investire sempre di più in qualità, digitalizzazione, servizi, formazione e assistenza al cliente, perché il turista moderno è molto più esigente rispetto al passato. Noi di Ensy7 crediamo molto in questo percorso. L’Italia ha un potenziale enorme, ma per valorizzarlo davvero servono professionalità, innovazione e la capacità di creare esperienze personalizzate che facciano sentire ogni viaggiatore seguito e accolto.»
I cittadini del mondo, italiani soprattutto, vivono una situazione di grande stress a causa del carovita e dei costi insostenibili di molti servizi. In che modo state affrontando questo tipo di criticità? Si riesce ad accontentare tutti anche di fronte a budget familiari e personali notevolmente più bassi e prezzi generali che, invece, tendono a salire? «Il carovita e l’aumento generale dei costi stanno cambiando profondamente anche il modo di viaggiare delle persone. Oggi molte famiglie e molti giovani devono fare i conti con budget più limitati rispetto al passato, ma questo non significa che sia diminuita la voglia di partire. Quello che è cambiato è il modo in cui si organizza il viaggio. I clienti oggi sono molto più attenti al rapporto qualità-prezzo, cercano soluzioni flessibili, formule di pagamento più gestibili e soprattutto vogliono evitare errori o spese impreviste. Noi di Ensy7 stiamo affrontando questa situazione cercando di costruire viaggi realmente su misura, adattandoci alle esigenze concrete delle persone. Questo significa lavorare molto sulla personalizzazione, trovare il giusto equilibrio tra qualità ed esperienza, proporre alternative intelligenti e sfruttare al meglio le opportunità offerte dal mercato in ogni momento. Spesso si pensa che organizzare tutto da soli online permetta automaticamente di risparmiare, ma non sempre è così. Un professionista esperto può aiutare il cliente a evitare errori, ottimizzare il budget, scegliere il periodo migliore, le soluzioni più convenienti e, soprattutto, garantire assistenza reale in caso di problemi. Stiamo lavorando molto anche sulla flessibilità dei pagamenti e sulla possibilità di rendere i viaggi più accessibili senza rinunciare alla qualità. Credo che il vero lusso non sia necessariamente spendere tanto, ma riuscire a vivere un’esperienza bella, serena e costruita bene in base alle proprie possibilità.»
Oggi al centro della discussione ci sono diversità, multiculturalismo, barriere sociali. Il viaggio è ancora il miglior modo per interpretare il mondo che cambia sempre più velocemente? «Assolutamente sì. Credo che il viaggio sia ancora uno degli strumenti più potenti che abbiamo per capire il mondo e, forse oggi più che mai, rappresenti un ponte fondamentale tra culture, persone e realtà diverse. Viviamo in un’epoca in cui tutto cambia molto velocemente: le informazioni viaggiano in tempo reale, i social ci mostrano continuamente punti di vista differenti e spesso le persone si trovano a confrontarsi con paure, tensioni sociali e divisioni. Molte barriere nascono proprio dalla distanza, dalla poca conoscenza reciproca o dai pregiudizi. Viaggiare, invece, ci ricorda quanto le persone siano molto più simili tra loro di quanto spesso immaginiamo. Credo, inoltre, che il turismo abbia anche una responsabilità culturale e sociale importante. Organizzare un viaggio significa contribuire a creare connessioni, valorizzare territori, favorire il dialogo tra culture e aiutare le persone ad aprirsi al mondo in maniera più consapevole. Per questo motivo penso che il viaggio continuerà ad avere un ruolo centrale anche nel futuro. In un mondo sempre più digitale e veloce, fare esperienze reali, incontrare persone e conoscere culture diverse resterà uno dei modi più belli e intelligenti per comprendere davvero la complessità del nostro tempo.»
Un’ultima domanda per salutare i nostri lettori: tre consigli che ti senti di dare per chi, quest’anno, dovrà viaggiare per il mondo o per l’Italia.
«Il primo consiglio che mi sento di dare è di informarsi sempre bene prima di partire, senza, però, lasciarsi bloccare dalla paura. È vero che oggi il mondo vive tensioni internazionali importanti e situazioni geopolitiche delicate, come quelle che stiamo vedendo anche in Medio Oriente tra Iran e Stati Uniti, con le recenti dichiarazioni di Donald Trump che, inevitabilmente, generano preoccupazione nei viaggiatori.
Tuttavia, è importante non cadere nell’errore di pensare che “non sia più sicuro viaggiare”. Il mondo del turismo lavora monitorando costantemente gli scenari internazionali, gli aggiornamenti diplomatici e le indicazioni ufficiali dei vari governi. Per questo diventa fondamentale affidarsi a professionisti seri e preparati, che possano consigliare il cliente in modo corretto, aggiornato e responsabile. Prenotare con un consulente o con una realtà organizzata significa non essere soli prima e durante il viaggio. Il secondo consiglio è di lasciarsi sorprendere. A volte le esperienze più belle nascono proprio da destinazioni meno scontate o da viaggi costruiti in modo più personale. Anche l’Italia offre opportunità incredibili spesso sottovalutate. Infine, il terzo consiglio è di vivere il viaggio con curiosità e apertura mentale. Viaggiare significa conoscere persone, culture e realtà diverse dalle nostre. In un mondo sempre più veloce e pieno di tensioni, credo che il viaggio continui a essere uno dei modi più belli per sentirsi ancora connessi agli altri e alla parte migliore del mondo.»
Filippo Alzani.
"Direttore editoriale di HegoMag e responsabile marketing di HegoTV S.p.A."