Beyond the Mirror: la bellezza del futuro guarda oltre lo specchio
Il Kosmetica Forum 2026 ha tracciato il futuro del beauty: siamo pronti alla prossima rivoluzione? Ne parliamo con Francesco Morace, sociologo e autorevole protagonista dell’evento
15 luglio 2026
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Se pensate che la bellezza sia soltanto una questione di apparenza, vi sbagliate di grosso. Nella nostra era, infatti, vorrà dire sempre di più benessere, identità, consapevolezza e capacità di esprimere se stessi. È questo il tema fondante del summit "Beyond the Mirror: guardarsi, riconoscersi, reinventarsi", argomento scelto per l'undicesima edizione di Kosmetica Forum, svoltosi a Milano il 28 maggio 2026 presso lo Sheraton Milan San Siro. L'incontro rappresenta uno dei momenti più importanti di confronto per il settore della cosmetica italiana, chiamata a discutere sulle profonde trasformazioni che stanno rimodulando lo stesso concetto di bellezza. Dalla nutricosmesi alla neurocosmesi fino all'intelligenza artificiale applicata al settore della ricerca e dello sviluppo, il settore è al centro di una radicale trasformazione culturale, prima ancora che industriale. Per fare il punto sulla situazione, noi di HegoMag intervistiamo uno dei protagonisti più importanti della manifestazione: il sociologo Francesco Morace,fondatore di Future Concept Lab e autorevole analista dei fenomeni sociali e dei consumi contemporanei, che da oltre quarant'anni osserva l'evoluzione dei comportamenti, delle tendenze e dei valori che orientano le scelte delle persone, anticipando i cambiamenti che influenzano mercati e società.
Quali sono oggigiorno i paradigmi della bellezza?
La bellezza rappresenta da sempre il sogno degli umani, ma ogni epoca la interpreta seguendo “lo spirito del tempo”. Oggi i paradigmi del futuro ci indicano la strada: Unicità (Unique& Universal), Fiducia che permette Condivisione (Trust & Share), Tempestività (Quick&Deep), Equilibrio (Smart&Sustainable). Ciò indica una ricerca di bellezza che è carattere personale più che omologazione, affinità elettiva più che generico desiderio di piacere, armonia con il contesto più che narcisismo.»
Che cosa vuol dire per la bellezza e per il settore della cosmetica “andare oltre lo specchio”?
«In una fase di cambiamento radicale, come quella che stiamo vivendo, per conoscersi e reinventarsi è necessaria una riflessione sul rinnovato ruolo del riconoscimento reciproco: andare oltre lo specchio significa essere meno concentrati su di sé e lasciare spazio a un sistema di relazioni che dobbiamo conoscere e ri-conoscere, facendo in modo di essere riconosciuti dagli altri in modo autentico.»
Perché la cosmetica in Italia può considerarsi unica?
«In Italia abbiamo ancora per fortuna un “senso” della bellezza che ci arriva da millenni di storia, di cura del corpo (basti pensare agli antichi romani), di arte e di cultura. Ciò ci permette di “avere gusto”, di riconoscere il bello nei dettagli e di trasferire tutto questo nel nostro modo unico di sentirci bene.»
Qual è, secondo lei, il futuro della cosmesi?
«La cosmesi è probabilmente l’unico settore che continuerà a crescere senza soluzione di continuità perché si ritrova alla convergenza di una triangolazione felice: bellezza, benessere e salute. In tempi di crescente incertezza questi rimarranno i capisaldi per difendere la serenità delle persone e la loro qualità della vita.»
Quali saranno i contraccolpi dell’intelligenza artificiale e di quella che lei definisce una “società gassosa” sui brand di cosmetica e sull’intero settore?
«Bisogna distinguere tra uso e abuso dell’Algoritmo e dell’Intelligenza Artificiale. L’algoritmo, infatti, spesso è utile per conoscere, analizzare e sintetizzare le informazioni, ma non per riconoscere, poiché utilizza una procedura di calcolo definita, che non ammette deviazioni da un percorso sequenziale. Riconoscersi, sia nelle relazioni personali che in quelle aziendali e istituzionali, permette, invece, di entrare in un’altra dimensione, quella che tocca il cuore e la mente, quella che fa la differenza in ogni esperienza umana. Sono due mondi che non si escludono e tra cui bisogna trovare una mediazione utile e intelligente.»
In che modo è possibile mettere al centro il pensiero creativo umano nel campo della bellezza?
«Andare al di là dello specchio significa riconoscersi per poi conoscersi e reinventarsi, lasciando spazio a una vocazione relazionale e a una responsabilità educativa. La dimensione che suggeriamo è, allora, quella della “custodia del futuro”, allontanandosi dalle logiche di rappresentazione “volatile” del selfie, lasciando spazio all’esigenza di essere a guardia della cura e della qualità: self-care, riti del benessere, dimensione intima e personale, alla ricerca permanente di equilibrio e armonia. Il pensiero creativo come Angelo Custode per il corpo e per lo spirito, che ci aiuti ad affrontare il Caos che ci aspetta.»
In che modo, secondo lei, le aziende potranno cambiare pelle ed evolversi alla luce di un nuovo modo di intendere il mondo e le ideologie ad esso correlate?
«Se vogliamo ragionare sul mondo che ci aspetta, dobbiamo partire da un assunto: il futuro sarà gassoso ed esplosivo. Bisognerà, allora, concentrarsi in particolare sul disagio della civiltà delle emozioni: la sociologa Eva Illouz prevede la scomparsa della Speranza, la crescita della Delusione, il diffondersi di Invidia, Ira, Paura, Nostalgia e Vergogna. Le cause sono innumerevoli e intrecciate: il caos geopolitico (guerra e conflittualità permanenti che sollecitano l’ira dei popoli), la pervasività dei social (grandi produttori di invidia sociale e di vergogna per chi viene colto in fallo) e l’AI generativa fuori controllo (fonte di paura e nostalgia per i più rassicuranti tempi andati), potenti motori di preoccupazione e instabilità individuale e collettiva. Ciò che il riconoscimento (anche simbolico) può garantire è, invece, la garanzia di Unicità che avviene attraverso un patto fiduciario tra persone.»
G
Giorgio Mammoliti.
Moda in mostra: la costruzione culturale della moda contemporanea