I toni sono più simili a quelli di un saloon di un film western, ma siamo lontani dalle praterie del Texas. Precisamente ci troviamo nella sala stampa della Casa Bianca, Washington DC. Qui Robert F. Kennedy Jr. - nipote di John Fitzgerald, segretario alla Salute dell'amministrazione Trump - lo scorso 7 gennaio ha sventolato con orgoglio le nuove
Dietary Guidelines for Americans
davanti alle telecamere di tutto il mondo.
Una piramide capovolta rispetto a quella che conosciamo, con carne rossa, formaggi e latte intero issati in cima come un trofeo. Accanto a lui Mehmet Öz, meglio conosciuto come il Doctor Oz, famigerato medico dello showbiz americano salito alla ribalta negli show di Oprah Winfrey, oggi amministratore dei Centers for Medicare and Medicaid Services (l'agenzia federale che si occupa di fornire assistenza e assicurazioni sanitarie pubbliche). Per capire chi sia quest’ultimo, molto noto per le sue particolari teorie che spesso strizzano l’occhio a quelle antiscientifiche, basti pensare che a detta sua l'alcol, in fondo, è "un lubrificante sociale".
Un documento che ha fatto sussultare molti, ma non ha stupito fino in fondo la comunità scientifica e gli addetti ai lavori, ben consci del fatto che le nuove linee guida di Kennedy Jr. in realtà facciano parte di una visione più ampia, il cosiddetto piano MAHA, Make America Healthy Again, che traspone anche in chiave nutrizionistica ed alimentare una battaglia sistemica che l’amministrazione Trump sta conducendo alla scienza moderna, rivisitando concetti oramai assodati e interiorizzati, utilizzando la leva della tradizione perduta. Niente di nuovo insomma. Se non fosse che, tre mesi dopo l’annuncio, l'American Heart Association ha pubblicato il suo aggiornamento quinquennale e ha fatto qualcosa di insolitamente diretto per un’Organizzazione non governativa scientifica: ha contraddetto, punto per punto, il vangelo MAHA.
La piramide si rovescia nel sottosopra della scienza
La American Heart Association o AHA (ironica la somiglianza con la sigla MAHA), in prima linea da oltre un secolo per combattere le malattie cardiovascolari responsabili tra un quarto e un terzo delle morti totali negli States (CDC – Centers for Disease Control and Prevention), ribadisce a chiare lettere nella sua pubblicazione che un pattern alimentare cardio-protettivo si fonda su verdura, frutta, cereali integrali, proteine prevalentemente vegetali, oli insaturi al posto dei grassi saturi e cibi minimamente processati. Sull'alcol, poi, la presa di posizione è netta: chi non beve non inizi, chi beve riduca.
Il piano MAHA fa l'esatto contrario. Promuove proteine animali a ogni pasto (asticella alzata del 50-100%), riabilita il latte intero, sdogana burro e persino il beef tallow - il sego di bue, un grasso nobile ottenuto tramite processi di fusione lenta. Puro grasso citato in un documento sull’alimentazione: non stupisce che Kennedy l’abbia utilizzato per friggere il tacchino del Ringraziamento, testimoniando tutto sui social. D’altra parte, declassa le proteine vegetali a "complementari" e cancella i vecchi limiti numerici sull'alcol (due drink per gli uomini, uno per le donne) sostituendoli con un vago "consumane meno". "Una grande vittoria per le industrie di carne, latticini e alcolici" come l’ha definita la nutrizionista Marion Nestle.
C'è poi una questione di metodo. Le linee guida americane, che nascono ogni cinque anni dal lavoro di una commissione di venti scienziati indipendenti, fino al 2024 prevedevano di limitare grassi saturi e alcol e privilegiare le proteine vegetali. Kennedy ha cestinato il suddetto rapporto accusando i suoi autori di conflitti d'interesse e li ha sostituiti con un panel più ristretto scelto da lui. Un tentativo scomposto - come ha documentato un paper su The Lancet Regional Health - di rimpiazzare il precedente board con un gruppo di fedelissimi che ha legami ancor più espliciti con le lobby di carne, latticini e alcolici.
In tutto ciò c’è poi un'incoerenza che fa sorridere, ma anche pensare: il documento MAHA ha mantenuto il tetto del 10% di calorie da grassi saturi del precedente corso, ma con la piramide capovolta che mette al centro carne rossa, latte intero, burro e grasso di bue. Sono indicazioni matematicamente incompatibili, con ogni probabilità quel 10% lo si sfora a colazione.
Il trad food come liturgia identitaria
In tutto questo marasma, l’importante è non incappare in un facile errore logico e semantico: il nocciolo della questione non è la nutrizione, non lo è mai stato. Si tratta di una pura battaglia di immaginario collettivo. La piramide MAHA non è un documento scientifico, è un manifesto. Ultraconservatorismo americano applicato al mondo del cibo. Il cosiddetto trad food: il ritorno mitologico al ranch, la supremazia della colazione con uova e bacon, al bicchiere di whisky dopo cena, alla mucca al pascolo come totem identitario contro il veganesimo globalista. Si è creata una controcultura particolare, come se i conservatori avessero colonizzato il vecchio territorio degli Hippie, creando una controcultura basata sul ritorno verso la natura, ribaltandola però completamente in chiave machista, antiscientifica ed antielitaria.
Il piano MAHA si presenta come ribellione alla “cattiva scienza”, rea di essere andata oltre e di aver superato il limite, curata da un romantico ritorno ai good old days, ma è solo l’ennesimo tassello di un mosaico più ampio: quello in cui l'amministrazione Trump mette in discussione il consenso scientifico costruito in anni di studi, la salute pubblica, i vaccini, e l’ambiente, e li riscrive in base agli interessi propri e di chi gli sta vicino. La piramide alimentare capovolta di fatto non è altro che la sorella gemella delle altre inversioni di senso in corso. Come tutte le rivoluzioni nostalgiche, il MAHA non è altro che ideologia servita a tavola.