Senna e Prost: la rivalità che ha riscritto la Formula 1
Due visioni opposte, due mondi che si sono confrontati dando vita a una delle storie più intense di sempre: Ayrton e Alain


Due visioni opposte, due mondi che si sono confrontati dando vita a una delle storie più intense di sempre: Ayrton e Alain

Uno scontro così acceso, vissuto tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, tra due piloti di quel calibro non si era mai visto prima nel Circus e difficilmente si ripeterà.
Su questi due campioni sono stati scritti fiumi di parole, girati film e documentari. Due personalità diverse che si sono scontrate duramente in pista, ma che hanno saputo anche riconoscersi reciprocamente. Oggi, a tanti anni di distanza, si può dire con certezza che senza uno dei due probabilmente non sarebbe nato il mito dell’altro.
Cane e gatto, decidete voi chi era l’uno e chi l’altro: due figure che sembrano uscite da una sceneggiatura hollywoodiana. Il loro confronto nacque nel lontano 1984 e si concluse tragicamente dieci anni dopo, nel 1994. Breve ma intensissimo, come le storie d’amore più memorabili: lascia malinconia per il tempo passato ma anche un sorriso per i momenti indimenticabili regalati.
Già dal primo incontro, nel maggio 1984 durante un’esibizione sul tracciato del Nürburgring, emerse chiaramente che tra loro non sarebbe mai corso buon sangue. Sul circuito tedesco vinse Senna, che con astuzia spinse fuori pista il francese andando poi a trionfare.
Da una parte il giovane brasiliano affamato di successi e determinato a superare il campione francese già affermato; dall’altra il “professore”, deciso a difendere il suo trono e a non farsi scalzare da un emergente. Senna, pur giovanissimo, era un abile stratega: sapeva che non doveva bruciare le tappe. L’occasione giusta sarebbe arrivata e lui doveva solo essere pronto. Osservava da lontano, studiava l’avversario e nel 1987 arrivò il momento atteso.
A fine stagione la McLaren prese una decisione destinata a segnare profondamente il loro rapporto: come compagno di squadra di Prost venne scelto proprio il brasiliano, su richiesta dello stesso francese. Una mossa impensabile, paragonabile a Cristiano Ronaldo che al Real Madrid chiedesse di acquistare Messi, o a Hamilton e Verstappen che condividessero la stessa vettura. La McLaren era entusiasta: pensava di aver creato il dream team in grado di dominare ogni gara. Pochi però sapevano il vero motivo: Prost, leader indiscusso del team, voleva battere Senna con le stesse armi per dimostrare di non avere intenzione di cedere lo scettro.
Nella prima stagione insieme il rapporto, a parte qualche scintilla, procedette abbastanza serenamente. Da una parte l’ambizione del brasiliano, timido nelle interviste ma implacabile in pista; dall’altra l’esperienza del francese, che accettò la sfida consapevole che tutto questo rendeva lo spettacolo ancora più grande. Sembrava che la tensione si fosse attenuata, ma era solo una tregua prima della tempesta. Nel 1989 la situazione esplose.
L’episodio chiave avvenne al Gran Premio di San Marino. Esisteva un accordo tra i due: il pilota in testa alla prima curva non sarebbe stato attaccato dal compagno. Alla partenza Prost rispettò il patto, Senna no. A fine gara il francese arrivò secondo e accusò apertamente il compagno di squadra, che negò ogni cosa. Da quel momento smisero di parlarsi. Prost fece trapelare l’accordo alla stampa e il duello si spostò anche fuori dalla pista. A metà stagione il francese annunciò il passaggio alla Ferrari. Due personalità così forti non potevano condividere a lungo lo stesso box.
Negli anni successivi la tensione sembrò calare: Prost si ritirò temporaneamente mentre Senna continuò a dominare. Nel 1993 il francese tornò con la Williams, conquistò il suo quarto titolo mondiale e annunciò il ritiro definitivo.
Con l’addio di Prost, Senna parve perdere parte della motivazione. Senza il suo grande avversario qualcosa mancava. I rapporti tra i due migliorarono notevolmente. Senna chiese il numero di telefono del francese e iniziarono a sentirsi regolarmente. Si rispettavano e si ritrovavano anche lontano dalle gare. L’ultima sfida arrivò durante un’esibizione di go-kart a Parigi. Inizialmente offrirono uno spettacolo memorabile, poi Senna fu costretto a ritirarsi per un problema tecnico e Prost vinse l’ultima loro battaglia.
Durante le qualifiche del Gran Premio di San Marino 1994 a Imola, Prost – presente come commentatore per uno sponsor – sentì dalla radio della monoposto di Senna un messaggio chiaro: “Al mio caro amico Alain, ci manchi Alain”.
I due ormai si stimavano profondamente, ma il destino fu crudele. Il 1° maggio 1994, proprio sul circuito di Imola, Ayrton Senna perse il controllo della sua Williams e si schiantò a oltre 300 km/h contro il muro alla curva Tamburello, perdendo la vita.
Le indagini stabilirono che la causa fu la rottura del piantone dello sterzo, modificato su richiesta del pilota stesso per migliorare la posizione di guida.
Ai funerali di stato a San Paolo, con il Brasile intero che si fermò per salutare il suo eroe, Alain Prost – inizialmente preoccupato della reazione del pubblico brasiliano – decise di partecipare e portò il feretro del brasiliano. Un gesto accolto con enorme rispetto da tutto il Paese. Ancora oggi Prost è molto legato alla famiglia Senna, in particolare alla sorella, che gestisce la fondazione per aiutare i bambini più poveri del Brasile.
Si concluse così il grande confronto tra Senna e Prost: una storia fatta di passione, tensione, rispetto e leggenda, destinata a rimanere una delle più intense e affascinanti nella storia dello sport automobilistico.



