Butter Mom: meno perfezione, più vita vera a tavola
«Il menù di mia madre consisteva in due scelte: prendere o lasciare.» (Buddy Hackett)

Le chiamano

«Il menù di mia madre consisteva in due scelte: prendere o lasciare.» (Buddy Hackett)

Le chiamano
Contrariamente alla Almond Mom, mamma mandorla, la mamma burro non è quella che temi. Non conta le calorie e le porzioni e non dosa i commenti e gli sguardi in segno di approvazione o disapprovazione a tavola. Non ti guarda il piatto e giudica, non usa il cibo come premio o punizione e non esercita una forma di controllo che ti impedisce di vivere il rapporto con il cibo e quello con il tuo corpo con serenità.
La Butter Mom nel suo approccio genitoriale è “morbida come il burro”, non crede nella cultura della dieta e ti coccola con un bel manicaretto fatto in casa se a scuola prendi un bel voto (ma anche se hai litigato con la tua migliore amica e stai giù di morale). Nella sua cucina non esistono cibi proibiti e la parola “peccato di gola” è bandita dal suo dizionario. I piaceri della buona tavola e la libertà di mangiare ciò che si desidera sono la ricetta della felicità (che passa ovviamente per la gola dei pargoli!).
La mamma burro ti insegna ad amare il tuo corpo e la tua fisicità, non ti spinge a inseguire ideali impossibili né a vivere di rinunce a tavola allo scopo di essere una taglia 0. Spensieratezza, libertà ed equilibrio sono i valori fondanti su cui costruisce il rapporto dei suoi figli con il cibo. Rappresenta una maternità che rifiuta gli estremi, che non rincorre la perfezione estetica dei social e non controlla ossessivamente ogni dettaglio della quotidianità. Le Butter Mom sono quelle che si sono rese conto che i figli non hanno bisogno di madri perfette né le mamme di figli perfetti da esporre come trofei sui loro social.
Ma perché hanno così tanto successo? Perché le Butter Mom ricordano che una fetta di torta condivisa vale più del conteggio delle calorie, che una pizza consumata senza sensi di colpa vale più di un menù impeccabile e che il rapporto con il cibo e con il proprio corpo nasce prima di tutto nel clima che si respira in famiglia.
Il cibo è il primo terreno su cui una mamma esercita il suo potere (o rinuncia ad esercitarlo). È concreto, quotidiano, inevitabile. Un approccio rigido come quello delle Almond Mom rischia di trasformarsi in un messaggio di privazione e senso di colpa per i figli. Il controllo si traduce in infelicità, disturbi alimentari, scarsa autostima, perdita di amore per se stessi e mancata accettazione del proprio corpo.
Le mamme burro sono cresciute negli anni Novanta, nel tripudio della diet culture e delle fotomodelle da copertina, nella convinzione che la magrezza fosse sinonimo di bellezza e che la Nutella fosse solo una tentazione da evitare peggio delle lusinghe del Diavolo.
Sono state traumatizzate dalle loro madri e non voglio ripetere lo stesso errore con le loro figlie. Ecco perché mostrano con orgoglio e un pizzico di ironia l’uso di zucchero e burro e l’abbondanza di carboidrati nelle loro ricette su TikTok.
L’importante è ricordarsi che il burro è soltanto una metafora. Morbido, sì, ma anche autentico e privo di sensi di colpa. Imperfetto. Vero. Che bisogna essere rilassate, morbide e
inclusive nell’approccio al cibo. Non bisogna sentirsi sbagliati se si mangia un gelato o un cucchiaio di Nutella di troppo. Che la perfezione fisica non è l’obiettivo da raggiungere per la ricerca della felicità e che uno sguardo o un silenzio da Santa Inquisizione ad una bambina che, anziché mangiare le mandorle gusta una porzione di patatine fritte, può fare più danni nella sua vita di un futuro marito sbagliato.
Forse, il messaggio più prezioso delle Butter Mom non riguarda il burro né le ricette su TikTok, ma il diritto di alleggerire un peso per tutte quelle donne che durante l’infanzia hanno vissuto il corpo come un progetto da correggere a causa delle loro madri (Almond Mom).