Fuori chi resta
Ossia brutta storia dei quartieri popolari in pasto ai borghesi

C’è una diva spaparanzata su una sedia di ferro battuto, all’angolo di un bel viale alberato, che sta facendo aperitivo. È nei pressi di Testaccio, ex quartiere popolare di Roma. Ex, perché di popolare non rimangono più nemmeno i prezzi degli aperitivi. La diva ha appena completato il percorso netto: mostra d’avanguardia nel multiforme spazio del Mattatoio, preceduta da un volo low cost che, dopo averla costretta su un sedile di tre centimetri per tre con le ginocchia sotto il mento, l’ha catapultata dall’altra parte del mondo, con buona pace del turismo sostenibile.
Ci sarebbe da ridire anche sul posticino in cui sorseggia il suo spritz aranciato. Lo stesso bar potrebbe trovarlo ovunque, in qualsiasi località su questa azzurrina palla globalizzata su cui giriamo come trottole. Poco distante, campeggia la serranda tirata giù di un ferramenta. Ci hanno disegnato su qualche simbolo poco chiaro e un “Lara ti amo”; dev’esser giù da parecchio. Forse, si dice la diva mentre spumeggia un’Iqos, è un’attività chiusa. Dal portone accanto esce una signora che ha l’età del cucco. Certo, perché comprare una casa a Testaccio, ex quartiere popolare, è un’impresa folle, e chi ha avuto la fortuna di nascere qualche tempo fa adesso si gode il suo desolato bottino d’oro, in un isolamento da riserva indiana tra un locale hipster e una galleria d’arte contemporanea.
Ma che è successo a Testaccio? Che è successo nei vecchi quartieri poveri, perché ora - nella maggior parte dei casi - sono colmi di novelli Pasolini che pasteggiano con tradizioni fatte formato discount? Questi luoghi, ci viene risposto, sono stati riqualificati. Riqualificazione urbana: azione che nasce da uno studio dell’area, dal contesto e delle dinamiche sociali, coerente con l’immagine dell’ambiente e con lo sviluppo territoriale e che dialoga con quello che, su quel territorio, c’era prima.
L’arte è una delle forme per eccellenza della riqualificazione; in grado di riattivare degli spazi e aumentare la percezione della sicurezza, questa solitamente genera nuove dinamiche economiche e turistiche. Appunto, nuove dinamiche; è come tirare giù la tessera di un lungo domino: e alla fine arrivano le scintillanti classi medio-alte pronte a fagocitare uno spazio nuovo di zecca, uno spazio che era stato popolare, così da darsi - che non guasta mai - anche un leggero contegno bohemien.



